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Missile Threat: Combattimenti aerei moderni

In uno dei pochi giorni dell’ultima vacanza in Olanda, il nostro vagabondare ci ha portati nell’ottimo Nationaal Militair Museum (https://www.nmm.nl/) vicino ad Amersfoort, a non più di 45 minuti di macchina da Amsterdam. La qualità dei mezzi esposti, per noi amanti del pupazzo, è elevata ma c’è stato un aereo esposto che ha colpito la nostra immaginazione per la sua innegabile bellezza e linea socialista: il MIG-21

Tornato a casa ho cercato se esistessero dei regolamenti, semplici, per gli scontri aerei nell’epoca moderna, ovvero nell’epoca del missile (Missile Age), e se esistessero produttori di miniature in piccola scala. Come esclamò il tenente Frank Drebin in una scena di “Una pallottola spuntata” anche io ho potuto esclamare “BINGO!” quando ho trovato www.tumblingdice.com su Google e Missile Threat su Wargame Vault.

Missile Threat

Ma un gioco dove si lanciano dei missili a ricerca e il campo di battaglia è il cielo, può essere divertente? Diciamo di sì. A prima vista potrebbe apparire tutto molto facile: non ci sono coperture, i radar agganciano i bersagli o le testate IR inseguono le fonti di calore e quando c’è l’impatto, il bersaglio solitamente viene distrutto (A meno che questo non sia un A-10, allora magari sopravvive senza un motore, senza un’ala). Ma nei Wargame è l’abilità dell’autore a rendere quello che sembra solo un fire-and-forget un gioco per una serata fra amici.

Partiamo con una precisazione: Missile Threat non è stato scritto da un’azienda collegata ad una produzione di miniature ma da un appassionato di Wargame aereo. Questo ha dei vantaggi, ovvero che non c’è una pressa nel vendere le miniature collegate gioco e non esiste lo spingere le novità, ma di contro non esiste neppure un supporto o una community particolarmente dedicata al gioco o alla sua diffusione.

Il regolamento

Che cosa otteniamo per 10 dollari scarsi? Un PDF di 143 pagine con le regole, le army list e una manciata di scenari. Onestamente, la prima volta che ho sfogliato le pagine, non ne sono rimasto molto colpito. La grafica è scarna, le foto sono amatoriali e l’impaginazione è quantomeno scadente. Il compagno MIG-21 era però li e mi guardava con il suo cono d’aspirazione. Mi sono fatto forza e ho iniziato a leggere seriamente il tutto. Grazie MIG-21. Grazie al tuo socialismo ho trovato un divertente gioco sotto la crosta di una pessima impaginazione di Word.

Air Battle

Il flusso del turno di gioco in MT è il classico, IGYG (I Go, You Go) dove, dopo una prima fase comune in cui avvengono delle azioni/movimenti obbligatori per tutti, i giocatori alternano le attivazioni dei propri aerei in base all’abilità del pilota: più questo è abile, più potrà essere attivato per primo.

Prima di tutto ciò, ma ovviamente dopo aver creato la propria forza aerea utilizzando dei selettori di scenario, tipo Vietnam, Golfo, Iran-Iraq e selezionata la missione, i giocatori devono scriversi il proprio piano di volo. Ogni aereo, infatti, ha una durata massima operativa legata al carburante, che viene simulata dal numero di turni in cui rimane sul campo di battaglia, dopodiché tornerà alla base. Suona un po’ strano? Bhe, neppure tanto se ci pensate. In una missione di attacco al suolo la caccia alleata cercherà di avere la supremazia aerea abbattendo la caccia nemica, prima che gli aerei da attacco al suolo arrivino per colpire i bersagli, no? Quindi la pianificazione dovrà far arrivare prima gli F-16 per intercettare i Mig-25 e, dopo, gli A-10 per colpire la colonna di T72.

Una volta creata questa pianificazione dell’attacco, si entra nel dettaglio della manovra e combattimento vero e proprio. Ogni velivolo ha principalmente delle caratteristiche di velocità, altezza operativa massima, virata e armamento, in più un valore di pilotaggio, come accennato prima, dall’inesperto al veterano. Un aereo, durante la propria attivazione, ha a disposizione due azioni che possono essere utilizzate oppure lasciate “in sospeso” da usarsi come manovre difensive. Le classiche azioni di base sono virare, picchiare, cabrare, acquisire un bersaglio… mentre azioni più complicate, che possono costare entrambe le attivazioni, sono tipo manovra e attacca, Immelmann, S-Split e via dicendo. Il posizionamento è cruciale per Missile Threat, infatti, alcuni missili si agganciano al bersaglio solo se sparati quando si è a ore sei da questo (tipo gli IR) oppure se prima si è ottenuto un radar-lock sul bersaglio o se lo si sta mantenendo mentre il bersaglio cerca di toglierselo da dosso. E qui cade il principale interrogativo: non è un semplice gioco dove spari il missile e finita lì. Devi prima manovrare per ottenere la possibilità di sparare, mantenere il lock se necessario, il bersaglio non deve sganciarsi usando manovre difensive e il proprio aereo non deve essere fatto a pezzi dall’amico Ivan sul Mig21 socialista intervenuto a salvare il proprio compare.

Il modello del danno è abbastanza semplice, una volta che il missile è stato lanciato seguirà il bersaglio nella una fase obbligatoria di movimento e, se avverrà l’impatto, non ci saranno tiri “per colpire” ma solo un semplice tiro per danneggiare/distruggere l’aereo e, credetemi, una volta vista la tabella del danno e la letalità dei missili moderni, è davvero difficile che qualcosa sopravviva una volta colpito.

Land Battle

Ebbene sì, piloti. Missile Threat ha anche delle regole per gestire i combattimenti a terra e come questi siano influenzati da quello che avviene nei cieli. Chiariamoci, non sono nulla di che, non entrano nel dettaglio… non è che si sta giocando anche a Team Yankee, ma personalmente la trovo una bellissima idea quella di avere anche a che fare con siti SAM, colonne di corazzati dirette verso la povera fanteria qualche miglio di sotto oppure cercare di attaccare un convoglio navale o dare la caccia a un sottomarino.

Un’interessante video, creato dall’autore, lo potete vedere qui di seguito. E’ in inglese, ma le basi del gioco sono spiegate in maniera molto chiara.

 

Army list

Un ottimo tocco caratteristico sono le Army List, e le regole su misura per le particolari epoche a disposizione dei giocatori. Abbiamo il Vietnam, dove la supremazia tecnologica americana non fu così decisiva, anzi, la maggior parte dei missili non tracciavano il bersaglio, oppure non partivano neppure. le guerre Arabo-Israeliane del 67, 73 e 82, con il classico pot pourri di veicoli sovietici e occidentali, fino alle più recenti guerre del Golfo oppure delle Falkland. Ogni teatro fornisce una vasta scelta di aerei, con i relativi missili/bombe e costi in punteggio, asset terresti, da siti SAM fissi o mobili.

In conclusione…

…Missile Threat non è quel gioco che vi porterà ad avere notti insonni pensando a quale possa essere il payload migliore per un Intruder, nè se sono meglio due F14 al posto di due F15… ma nel suo piccolo è molto divertente e con pochi spicci (in scala 1/600) riuscirete a mettere insieme una decente flotta aerea. Non ci sono template di manovra e non c’è bisogno di scrivere segretamente le mosse per i turni a venire che, per me, è veramente un lato positivo. In due ore di gioco, conoscendo discretamente le regole, si riesce a completare uno scontro con 7/8 aerei per parte, un po’ di più se vengono utilizzati anche gli asset terrestri. Ed ora… per portare dell’altro socialismo… con che cosa posso equipaggiare il mio MiG?

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