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3D Lab – Ural 375

Ciao a tutti e bentrovati alla nostra rubrica dedicata alla stampa 3D. Oggi, nel nostro piccolo laboratorio, proveremo due tecniche di stampa su uno stesso modello e confronteremo i risultati “all’americana”.

Il modello in questione è un Ural 375 (Scaricabile qui) un camion tipico dell’Armata Rossa durante la guerra fredda ma ampliamente utilizzato pure nei giorni nostri, anche in altri eserciti oltre quello russo. Lo stesso chassis è utilizzato nell’artiglieria a razzo “BM21 Grad” oppure come centro di comando mobile.

La prova che andremo a fare consiste nel provare a stampare il modello per intero e stamparne una seconda copia in due parti, destra e sinistra, per poi incollarle assieme.

Stampa unica

La prima cosa da fare, appena caricato l’STL nello slicer, è ridimensionare il modello: quello scaricato è, infatti, in 1:100. Il nostro obiettivo è quello adattarlo alla scala 1:58 (circa) quindi aumenteremo le dimensioni del 180%

Per queste due prove utilizzeremo l’ABS come materiale plastico che, a parte la puzza e la relativa tossicità, è più leggero, durabile e l’estrusione è resa più agevole dal punto di fusione più elevato del solito (parliamo di 250°C circa). Impostando la stampa con 0,15m, Fill del 15%, supporti ovunque e brim attivato, abbiamo una tempo di stampa di 13 ore. Veramente tanto! Ma la quantità di supporti è notevole e ovviamente serve tempo per stamparli tutti.

PROTIP: Attenzione. l’ABS ha la pessima caratteristica di deformarsi sugli angoli se non c’è adesione perfetta al 110%. Il piatto dev’essere pulitissimo e vi consiglio di impostare la temperatura del piatto stesso a 105-110°, invece che i 100° di default

Il fatto che le ruote siano coperte di supporti non mi fa presagire nulla di buono… ci sarà molto lavoro di pulizia dopo, ma quello che stiamo facendo è pure sempre una prova.

Stampa a due pezzi

Mentre la Prusa stampa senza sosta la versione intera, prepariamo la seconda versione: quella divisa. La mia intenzione è quella di tagliare il camion in due, lungo l’asse orizzontale, in modo che parti come le ruote vengano stampate “in verticale” e che, quindi, il numero di supporti complessivi venga ridotto. Utilizzo questa tecnica già per i cingoli dei carri, dove i treni di rotolamento sono difficili da stampare in orizzontale, e quindi mi aspetto una tempistica di stampa inferiore. Purtroppo, una volta diviso il camion, ottengo 12 ore totali, 6+6… onestamente mi aspettavo di meno. A questo punto decido di non stampare tutte le due parti assieme, ma una per volta, in questo modo diminuirò la possibilità d’errore nelle 12 ore.

Un giorno dopo… controllo della qualità

Siamo al momento del giudizio. L’URAL stampato in un pezzo unico, una volta pulito, è eccezionale, pochissimi difetti e quasi tutti eliminati con il cutter, compresi i supporti che sono facilmente tolti. La versione divisa in due, invece, ha qualche problema nel far combaciare le due parti (colpa dell’ABS) e qualitativamente non è così superiore alla stampa unica da giustificarne il processo. A questo punto, per avere un riscontro quantometo equiparato sui due procedimenti, lanciamo un altro processo di stampa sul modello diviso utilizzano, però, il classico PLA, che non ha problemi di deformazione sugli angoli.

Il risultato, dopo la primerizzazione, è impietoso.

L’ABS a pezzo unico è superiore, sotto ogni aspetto, al PLA diviso in due.

Prima del verdetto finale rimane solo una cosa da fare, la colorazione… ovviamente dopo aver sistemato tutti i problemi del Camion PLA con dello stucco da modellista!

Utilizziamo una colorazione con un verde oliva ad aerografo su diverse tonalità e procediamo con invecchiature/sporcature “standard“.

Finalmente abbiamo i nostri due URAL e, seppure con la colorazione sul PLA appiattisca molto le differenze, la copia unica in ABS è nettamente la migliore.

Alla prossima!

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