In Evidenza Medioevale Storico Tutorial

3D Lab – Miniatura antica 28mm

L’hardware e il software di supporto alla stampa 3D hanno, oramai, fatto dei veri e propri passi da gigante, specialmente negli ultimi anni. Da primitive stampanti a bassa risoluzione, siamo arrivati a stampanti a filo con un’eccellente rapporto qualità/prezzo e anche le stampanti a resina (SLA) stanno prendendo piede nel mercato. Fino ad oggi, qui a Miniables, abbiamo sempre provato a stampare veicoli oppure elementi scenici… mai una miniatura. Almeno fino ad oggi.

Questa volta proveremo a stampare una miniatura in 28mm, storica, con la nostra Prusa Mk3. La qualità sarà quella delle nostre ultime stampe? Oppure i dettagli saranno poco gestibili?

Abbiamo scelto un arciere nordico, già imbasettato e con una buona quantità di dettagli: LINK THINGIVERSE

Potremmo utilizzarlo per SaGa, o SPQR… questo non ci importa al momento. Visto il tempo di stampa necessario, 1 ora e 45 minuti con pieni supporti a 0,1mm, faremo una prova con PLA, ABS e PETG. Nessuna altra impostazione è stata cambiata! Questa è proprio una prova per verificare la qualità delle stampe “così come sono”.

PLA

Il PLA è il materiale più in uso nelle stampe 3D, ha buone caratteristiche tecniche e non ha controindicazioni particolari ma purtroppo è anche fragile. Nella pulizia dei supporti, infatti, l’arco si è spezzato in due punti e la miniatura, all’altezza degli stivali, ha ceduto spezzandosi anche lì. Nulla che un po’ di attack non abbia sistemato, comunque.

 

ABS

L’ABS è un materiale molto resistente e poco fragile, quindi adatto a stampare piccoli dettagli o parti fini, ed è solubile in acetone. Potete usare l’acetone stesso come colla, oppure usarne i vapori per lisciarne le parti. Purtroppo l’ABS è piuttosto tossico e puzza molto in fase di fusione… meglio usarlo se potete areare bene i locali stampa. Sorprendentemente, a fronte di tre test di stampa, il modello ha sempre avuto dei difetti. Estrusione mancate, layer saltati, supporti crollati… e l’immancabile arco rotto. Anche modificando la temperatura dell’hotend, il risultato è pessimo. Da cosa questo dipenda, al momento, è un mistero sul quale stiamo indagando e, per ovvie ragioni, la stampa è finirà nel riciclo della plastica.

 

PETG

Il PETG si piazza, più o meno fra il PLA e l’ABS. Non puzza, è meno fragile del PLA ma più dell’ABS, e tende a creare dei filamenti e piccole sbavature. Ottimo per stampe dove l’hotend non deve spostarsi molto dal perimetro, ma pessimo se deve saltare da un punto all’altro del modello. Infatti, a stampa finita, ecco i filamenti dall’arco al corpo dell’arciere dove non ci sono i supporti.

Prime osservazioni

Anche usando la risoluzione di ‘0,1 gli strati di costruzioni si vedono benissimo e i residui lasciati dai supporti vanno a rovinare alcune superfici durante la pulizia. Dettagli come la faccia sono molto irregolari e l’impressione è quella di un generale appiattimento dei dettagli.

Colorazione

Rimaniamo quindi con PLA e PETG. Applichiamo un primo strato del primer microfiller AK e poi un secondo strato di primer bianco GW, in modo da usera i colori contrast più efficacemente. Useremo anche un mix di colori Vallejo “classici”. Ecco il risultato:

 

Le differenze fra PLA e PETG (PLA sulla sinistra) sono irrisorie una volta colorata la miniatura.

Conclusione

Il risultato, scontato, è abbastanza evidente: la stampa a filo delle miniature in 28mm, umanoidi, è ben lontana dalla qualità delle miniature su sprue di plastica che troviamo in commercio. Anche il rapporto di prezzo è a sfavore della stampa visto che possiamo trovare confezioni da 20, 30 miniature a poco meno di 1€ al pezzo. Vale quindi la pena perdere tempo nel cercare impostazioni particolari per la stampante? Oppure effettuare post-produzioni a base di solventi o altri prodotti?

Probabilmente no.

Non dico che le miniature stampate, una volta pulite e colorate, siano bruttissime, magari sul tavolo a distanza fanno la loro porca figura ma a rapporto di prezzo/tempo/lavorazione non ci siamo proprio.

Un discorso diverso potrebbe essere fatto con le stampanti SLA… ma al momento il loro uso è molto limitato dalla difficoltà d’uso della resina e dalla sua post-produzione. Poi, anche qui, ne varrà la pena a fronte dei costi degli sprue di plastica?

Per quello che ci riguarda continueremo con la stampa di veicoli e scenici dove i risultati sono ottimi!

 

 

 

Potrebbero interessarti anche questi

Poseidon’s Warriors

CapitanMattia

Il meglio dei modelli 3D per il wargaming- Settimana 9

CapitanMattia

Villaggio medio orientale in 28mm

CapitanMattia