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Close Combat redux

Close Combat? Che cos’è? Un nuovo gioco in 28mm? In 15mm? Un eccezionale wargame da tavolo con regole innovative che sbaraglierà la concorrenza? No, niente di tutto questo… o meglio, potrebbe essere tutto questo ma con un dettaglio insignificante: è un gioco per PC!

La storia di Close Combat

Il seme si questo glorioso gioco venne piantato nel 1996 dalla Microsoft (sì, quella di Windows), cresciuto poi con la SSI, mitica publisher di giochi per PC rimasti nel cuore di tutti Wargamers, in un’epoca dove il dischetto e il CD-ROM la facevano ancora da padrone e dove il gioco online era, salvo per i più fortunati, ancora un’utopia. Nel gioco del 1996 ci si trovava di fronte a un gameplay identico a quello che potremmo avere di fronte ad un wargame da tavolo: una mappa 2D con vista dall’alto con boschi, strade, case, muretti, crateri… e svariate squadre sotto il nostro controllo pronte ad obbedire (almeno il più delle volte) ai nostri ordini. La simulazione era incredibile per l’epoca e i programmatori fecero un dettagliatissimo lavoro per rendere l’esperienza la più storica e realistica possibile. Il morale dell’unità al singolo soldato, il munizionamento di ogni singola arma, attacchi di artiglieria o aerei e danni localizzati per i veicoli e per il loro equipaggio, il tutto condito da un solido sistema di campagna, ambientato in Operazione Cobra. Queste campagne permettevano uno sviluppo in esperienza dei soldati e teneva conto di ferite, più o meno gravi e mortali, avvenute negli scontri precedenti. Tutte novità nel lontano 1996, che ricordo mi tennero compagnia per lunghissime serate invernali mentre posizionavo il mio unico bazooka in modo potesse colpire il Panzer IV tedesco nel momento in cui avesse girato l’angolo del bocage…

Il successo fu tale che non meno di 15 capitoli del gioco vennero prodotti, ampliando sempre di più il numero degli eserciti giocabili (russi, inglesi, tedeschi DAK, italiani) e migliorando sia l’interfaccia utente che il supporto per il gioco via Web.

3 Ottobre 2019

E siamo ai giorni nostri, giusto una decina di giorni fa. Preparando i miei russi di Bolt Action per una nuova ondata di schiaffoni alla Wermacht in ritirata, mi cade l’occhio su un titolo di Steam: Close Combat: The Bloody First. Sgrano un attimo gli occhi… il nome corrisponde, l’icona è quello del grande Uno rosso… vuoi vedere che… una veloce consultazione con l’uomo all’Avana e arriva la conferma: Slitherine ha pubblicato il nuovo capitolo di Close Combat! Gioia e gaudio e download immediato!

Come in un wargame da tavolo

Ebbene sì. Sistemate le faccende famigliari e domestiche le sere sono ritornate ad essere quelle di venti anni fa: la flebile luce del portatile e il bazooka piazzato nella casa diroccata in attesa. La tensione… l’attesa e… ping! Il proiettile che rimbalza sulla corazza del Panther. Il resto è il botto di un colpo HE del cannone del carro e tanti saluti al team Bazooka.

Su Miniables non ci siamo mai occupati di giochi per PC, ma questa volta il confine con Bolt Action, con un Final Assault… è davvero così sottile che non potevamo non spendere due parole su questo gioco.

Una volta lanciato il gioco possiamo scegliere se intraprendere una campagna (Tunisia, Sicilia o Normandia), delle operazioni (Kasserine, Gela, Omaha) o una singola battaglia (una quarantina che vengono prese dalle campagne/operazioni). Ovviamente c’è anche il tutorial per imparare i comandi, ma noi veterani del pupazzo già sappiamo tutto! Al momento, questa rinascita 3D di Close Combat ha due eserciti a disposizione: tedeschi ed americani e  gli anni coperti vanno dal ’43 al ’44 (ma siamo sicuri che sono in preparazione DLC che andranno a coprire tutti gli altri eserciti e molti altri teatri).

Dopo un veloce briefing sugli obiettivi della missione, abbiamo la possibilità di costruirci il nostro esercito, oppure di accettare quella fornitaci dalla missione. Praticamente siamo di fronte all’army list di Bolt Action che, a seconda del periodo, ci offre una squadra invece che un’altra, oppure una variante di carro più o meno “moderno” per l’epoca. La scelta, poi, è tutta del giocatore.

E siamo pronti a dare battaglia. Se avete giocato ai vecchi CC, l’interfaccia utente è la stessa e collaudata da sempre: un clic sull’unità ci apre un mini-menu dal quale possiamo scegliere di avanzare o correre verso una posizione (al coperto è meglio), aprire il fuoco su un bersaglio, nascondersi, difendere una zona o andare in imboscata. Se non ci avete mai giocato invece, fidatevi, il tutto è estremamente intuitivo ed è come muovere le miniature sul tavolo di gioco piazzando il dado ordine di Bolt Action.

La visuale grafica è un gradevole 3D, non eccessivamente dettagliato, ma sufficiente a far girare il gioco benissimo su macchine non particolarmente potenti. Le mappe/unità possono essere ingrandite a piacimento, in modo da agevolare la vista, e la manovra sul campo, del giocatore.

La partita inizia, c’è la Fog of War e non so dove i tedeschi abbiano piazzato le loro MG. I miei GI avanzano e dopo qualche centinaio di metri il rumore caratteristico di iuta strappata mi dice che i GI hanno trovato la MG… o meglio, che la MG ha trovato i GI! A terra! Pinnati! Jackson è a terra e sta sanguinando, Sanders è morto! Il sergente Smith cerca di indirizzate la squadra verso una copertura ma viene colpito ad una spalla e finisce a terra. La situazione diventa critica ma dalle retrovie i mortai iniziano a far piovere granate HE da 60mm sulla posizione della MG e il T19 da 105mm si appresta a colpire a tiro teso la Kasbah e… BOOOM! Un Pak38 centra il T19 e l’equipaggio abbandona il veicolo. Avanti! Gli scout sulla sinistra non trovano resistenza, muovete di corsa ed effettuate un fiancheggiamento! Due granate fumogene… via!

Tutto cioè è bellissimo. Stiamo giocando a Bolt Action e neppure ce ne accorgiamo!

Effetto nostalgia a parte, Close Combat della Slitherine è un’eccezionale simulazione di piccole battaglie all’interno del calderone della 2GM. Seppure il single-player sia ampiamente supportato, la AI non è particolarmente sveglia nel prendere decisioni. Molte volte non attacca, o lo fa in maniera casuale, mandando al macello unità di fanteria mentre i carri vagano sconsolati nelle retrovia o le armi di supporto vengono piazzate davanti ad un muro. Il discorso è completamente diverso se utilizziamo l’uno contro uno del multiplayer. L’avversario umano è letale, pronto a colpirvi con finte e rapidi attacchi dove la sua recon ha trovato un buco nella vostra impenetrabile difesa.

Se vi capitasse di essere bloccati a casa perché fuori sta nevicando, o perché ci sono le cavallette, o che la serata al club dei pupazzetti salti… acquistate e installatevi immediatamente Close Combat. Mandate moglie e figli a dormire, staccate il telefono e non rispondete a fidanzate o datori di lavori… piazzate l’arma anticarro alla fine della strada e pregate di avere intuito correttamente il vettore d’attacco del nemico!

 

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