Storico WW2

Quattro chiacchiere con Livio Tonazzo, veterano di Flames Of War

Oggi intervistiamo Livio Tonazzo, pluripremiato giocatore di Flames Of War (vincitore dell’ultimo GT in Inghilterra), a cui faremo qualche domanda sulla sua esperienza con questo regolamento.

Prima di tutto, cosa ne dici di presentarti? Chi sei? Da dove vieni?

Ciao, sono Livio e non gioco a Flames of War da 3 giorni…. ho 28 anni e vivo nella ridente Fiumicello, una frazione del comune di Campodarsego a 20 Km da Padova. Sono laureato in scienze storiche all’Università di Padova.

Abbiamo un doc allora… quando hai approcciato il mondo di Flames of War? E perché?

Ho conosciuto Flames of War forse nel 2007 o 2008 quando con gli amici del paese giocavamo a Warhammer. All’epoca già mi piaceva la storia e fui attirato dall’idea di potere giocare gli italiani. Provammo qualche partita, carri contro carri, ma non ebbe seguito. Il ritorno di fiamma avvenne nell’estate del 2014, quando deluso dall’andazzo di Warhammer Fantasy Battle, mi riavvicinai a Flames of War.

Oltre a FoW, hai altre esperienze come giocatore di Wargame?

Come dicevo ho giocato per anni a Warhammer Fantasy Battle. Iniziai giovanissimo grazie ad un amico, Alvise, con le uscite della De Agostini che mia madre acquistava per me in edicola. La “carriera” iniziò nel 2008 quando Filippo, un amico di Fiumicello, mi chiese di mostrargli il gioco. Ricordo con molta nostalgia quel periodo. Organizzammo parecchi tornei, due regionali ed un Last Chance della Federazione Italiana Giocatori Warhammer. L’età dell’oro finì nel 2010, quando ci fu il passaggio dalla settima all’ottava edizione. Smisero in molti, si sciolse il team. Nel 2012 vinsi il Final, o Grand Tournament, diventando Campione Italiano.

Credi che il fatto di venire dalla Macro regione ti abbia aiutato in qualche modo nell’ambiente del Wargame?

La Macro…. si vede che sei un sostenitore! Onestamente un po’ sì. Ci sono molti più tornei nel Nord Italia, meno nel Centro e credo nessuno nel Sud. Le distanze sono tutto sommato ragionevoli e ci sono infrastrutture che agevolano lo spostamento. Significa molto.

Sappiamo bene che sei un giocatore molto appassionato di Flames, per questo volevamo chiederti: cosa ti appassiona di più in questo gioco ? Qual è l’aspetto che ti tiene incollato al gioco della BF? La competizione, il Background storico, il modellismo, cosa?

Credo sia un mix di fattori. Il gioco non competitivo non è mai riuscito a prendermi davvero. Ho un brutto ricordo del Fantasy: quando dicevamo giochiamo da background poi saltava comunque fuori la combo fortissima che rovinava la partita. Meglio spingere al massimo, ognuno faccia del suo meglio. Ma anche l’ambientazione conta tanto. Sono un appassionato di storia e di Seconda Guerra Mondiale. Poter toccare con mano le unità di cui ho tanto letto (o studiato) regala grandi emozioni, rivivere le battaglie è fantastico. Il modellismo è meraviglioso. Ormai è tutto digitale: i libri, i giochi, i film. Montare e dipingere i soldatini, invece, è concreto, reale. Una volta finiti rimangono lì, per moltissimo tempo. Non svaniscono se il disco rigido si rompe. E poi è stimolante, ti spinge ad informarti e poi a scervellarti su come rappresentare ciò che hai letto. Esercitare la manualità, poi, non fa mai male.

Quali eserciti di Flames of War possiedi? Ne hai uno preferito?

Ho italiani, sovietici, tedeschi, americani, inglesi, francesi, giapponesi. Un po’ di ungheresi e rumeni. Il mio esercito preferito sono gli italiani. Ne ho in tutte le salse. Bersaglieri (desertici), fanti (desertici), cavalieri e alpini (continentali sulla neve), carri (desertici e continentali), fanti e carri (con il bellissimo schema mimetico del 1943). Il fiore all’occhiello è il mio esercito basato sulla guerra nell’Africa Orientale Italiana, con carri, fanti nazionali, ascari delle truppe indigene e perfino il Gruppo Bande Amhara di Guillet.

Ormai il passaggio tra la terza edizione e la quarta del regolamento di Flames of War è avvenuto da più di un anno. Come giudichi questo passaggio di edizione?

Difficile a dirsi, è tutto in divenire. Fortunatamente non ho giocato così tanto la V3 da esserci molto legato. E’ evidente che i giocatori storici non abbiano apprezzato la semplificazione del regolamento. A me, invece, è piaciuta. Per carità, ci sono delle cose da sistemare ma non so se la precedente edizione fosse migliore dal punto di vista delle regole. Ci si ricorda sempre delle cose belle, mentre quelle brutte si scordano subito. Molti non hanno perdonato l’abbandono delle liste (ultra) specifiche e delle unità rare/uniche, motivo per cui hanno abbandonato. Un bel trauma, ma non è detto che la cosa sia del tutto negativa. Vedremo.

Sembra esserci un po’ di confusione per quanto riguarda le nuove tabelle V.4 di organizzazione delle armate. Tu come ti ci trovi?

Onestamente mi sembra che nemmeno Battlefront abbia le idee chiare, ma c’è anche molta confusione perché si parla senza leggere il regolamento. Scrivere su Facebook è più comodo di aprire un libro. Ad esempio, per come era scritto l’organigramma su Avanti era evidente che gli italiani potessero prendere come supporto anche le unità Compulsory di Ghost Panzer. Non c’erano dubbi, si è andato avanti per settimane. Molta confusione, comunque, è data dalle Command Cards, si sarebbe dovuto dedicare loro una sezione nel regolamento. Il mio consiglio è di leggere con attenzione pag.99, sarà tutto più semplice.

A quanto pare sei stato a giocare all’estero parecchie volte (ETC, EURO GT , ecc), come giudichi lo stato di Flames of War nel resto d’Europa? Cosa ci puoi dire di queste esperienze di gioco al di fuori dei confini nazionali?

Dalle chiacchiere scambiate con altri giocatori allo UK GT di Cardiff sembra che la comunità italiana sia la più grande d’Europa. C’è da considerare che spesso il termine di riferimento sono i tornei, che non sono sempre veritieri. Mi è stato descritto un quadro non molto bello, probabilmente l’abbandono delle vecchia guardia è stato generalizzato anche altrove.
Le esperienze all’estero sono una delle cose più belle dei Wargame. Significa incontrare altri Metagame, altri modi di giocare, di interpretare le regole, di affrontare la sfida e di stilare le liste. E’ bellissimo. Significa vivere il gioco a 360°. Se potete, fatelo.

Dato che sei un dei giocatori più in vista e titolati del momento, puoi darci un tuo punto di vista sullo stato attuale del gioco? In generale e in particolare per quanto riguarda la “scena” competitiva?

Mi sembra che la comunità stia abbastanza bene. I tornei sono più numerosi di quando ho iniziato. Le partecipazioni sono un po’ calate, ma nemmeno poi tanto e neanche in tutti i casi. Preciso che ignoro quale fosse la consistenza del circuito torneistico di Flames of War prima del 2014. Sento spesso vecchie glorie flagellarsi di come la comunità si sia dissolta. Non mi pare vero, si è dissolta la comunità che loro ricordano e a cui sono affezionati. Li capisco bene, anche io, come dicevo, rimpiango il periodo d’oro di Warhammer quando eravamo quattro amici che passavano ogni sabato, dal pomeriggio a notte fonda, a giocare. I tempi, però, cambiano.
Per quanto riguarda la scena competitiva che posso dire? All’ETC di Zagabria siamo giunti largamente impreparati (c’erano liste ben più studiate delle nostre) eppure siamo arrivati quarti. Eravamo sei giocatori. Ai due UK GT ai quali abbiamo partecipato con un altro gruppo ci siamo sempre piazzati molto bene: sempre a podio e sempre fra i primi 10. Ne abbiamo per giunta vinti due consecutivi, uno Alberto De Luca nel 2017 e uno io nel 2018. Mi sembra che la comunità competitiva sforni ancora buoni giocatori, migliori nel singolo che a squadre. Ma non è un classico di noi italiani?

Direi proprio di si, anche se all’ETC abbiamo colto discreti allori finora, quindi c’è speranza! Hai qualche idea, concetto o consiglio che credi sia utile per incrementare i giocatori in Italia di FoW? Cosa diresti a un novizio per invogliarlo a scegliere FoW come prossimo progetto nel mondo del Wargame?

La mia speranza è che sia riunisca la comunità che attualmente è divisa fra Campionato Italiano ed ETC Trials. Vedremo cosa succederà l’anno prossimo. Ad un novizio direi che nessun Fantasy ha più fascino della Seconda Guerra Mondiale, basta approfondire un po’. Il gioco è semplice e si impara rapidamente, PROVA!

Fai parte di qualche club?

No. Sta nascendo però una piccola comunità di giocatori presso il Giochiamo, un negozio a Camposampiero in provincia di Padova. Il negoziante sta investendo molto nel gioco ed è sempre molto disponibile. Abbiamo già tre nuove leve ci stiamo dando dentro davvero tanto!

Tornerai a trovarci? Vuoi salutare qualcuno?

Penso proprio che tornerò a trovarvi! Colgo l’occasione e, oltre a salutare, ringrazio Chiara (che sopporta la mia passione per i soldatini), lo Jaakari Giacomo (che è l’avversario di mille battaglie), Alberto (che più di tutti si dà da fare per supportare il gioco), Andrea (che mi ha portato all’ETC tre volte anche se non mi sopporta), PanzerMotta (che è il mio maestro), Antonio S. (che è eterna fonte di confronto sulle liste), Stefano S. (che è l’ufficiale bianco Dio della guerra incarnato) e la dea bendata (che ha guidato i miei dadi, spero lo faccia a lungo!).

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