Moderno Tutorial

Stampa di un T55 in 28mm – Parte 2

Attenzione: tutte le tecniche di colorazione che troverete in questa seconda parte sono quelle che io adotto di solito per la pittura dei veicoli in 28mm e con le quali mi trovo bene. Sicuramente ce ne saranno di altre più efficaci adottate da più esperti.

Dopo aver stampato, pulito, assemblato e primerizzato il T55 nella prima parte, possiamo avviare la fase della colorazione. Io utilizzo un aerografo e questo set colori della AK, che è sì su misura per i veicoli russi della seconda guerra mondiale ma trovo che vada più che bene anche  per l’epoca moderna. Mi limiterò a tre passaggi con: il Light Base, lo Shadow e lo Shine. Aggiunta di nero per la corazza reattiva sulla torre e sulle fiancate, così stacchiamo dal resto.

Il primo strato di Light Base

Stendendo il Light Base noto ancora del materiale residuo di stampa nella parte posteriore, tra i portelli di accesso al motore e le griglie di raffreddamento, e dell’altro sulla linea di incollaggio della parte sinistra dello scafo. Avendo stampato con un filamento nero (PLA), e primerizzato con uno spray anch’esso nero, questi dettagli mi sono sfuggiti nella pulizia e solo ora, con un colore più chiaro, si notano. Provvedo quindi a pulire l’eccesso e, dove non posso, mettermi una nota mentale per coprirlo con qualche effetto, tipo saldatura o ruggine.

Secondo strato Shadow

La seconda passata con lo Shadow non va a coprire tutto il modello, ma solo gli interstizi oppure le parti che, realisticamente, potrebbero essere in ombra. Questo aggiunge un primo strato di profondità che poi verrà accentuato dalla lavatura.

Applicazione Shine e Nero

Di contro allo Shadow, ecco lo Shine. Attenzione che va applicato con molta cautela, onde evitare un effetto troppo luminoso che, a mio avviso, stona molto sui modelli in 28mm. Una volta completati i passaggi con le tre tonalità di verde, posso mascherare quello che non voglio colorare di nero e un’ultima utilizzare un’ultima volta l’aerografo.

Dettagli

Ho finalmente finito con quelle che io chiamo le applicazioni di base e il carro va completato con l’aggiunta dei dettagli. Prima applico una lavatura che, nel mio caso, è il Nuln Oil. Seguo le linee e vado a riempire ulteriormente gli interstizi già scuriti dal colore Shadow, tranne che sulle parti nere, dove non avrebbe effetto. Per quelle valuterò se fare il contrario, ovvero applicare un colore tipo grigio scuro e usare lo strato di nero già applicato come lavatura.

Asciugatasi la lavatura è ora il momento del cosiddetto “Wheatering” che significa “Invecchiatura”. I segni del tempo, le riparazioni, la polvere, i pezzi di vernice staccati, sono tutte piccole aggiunte che possono arricchire e variare la colorazione del modello. Le mie tecniche preferite sono tre:

  • Chipping
  • Rusting
  • Streaking

Il Chipping è l’effetto della vernice che si stacca dalle parti più esposte all’usura, come gli angoli o il treno di rotolamento, rivelando lo strato di antiruggine fra l’acciaio e la mimetica e l’ottengo attraverso una leggera tamponatura effettuata con una spugnetta intinta in uno spruzzo di colore Vallejo German Camo Black Brown. Il Rusting è l’applicazione di texture ruvide, in questo caso della Vallejo, che creano l’effetto ruggine, mentre lo Streaking ricrea il risultato di una colatura data dall’esposizione alla pioggia o alla perdita di liquidi oleosi. Per queste due ultime invecchiature vi consiglio l’utilizzo di un pennello sacrificabile, in quanto i prodotti tendono a rovinare le setole.

Ultimi ritocchi

A questo punto, il T55 è pronto al 90%. Mi rimangono solo alcune tecniche e prodotti da applicare. Oltre che al chipping, visto prima, si può utilizzare una comune matita per creare l’effetto di uno sfregamento, o usura, talmente forte da portare in evidenza l’acciaio sotto lo strato dell’antiruggine.

Ultimissimi dettagli possono essere aggiunti nella forma di formazione di ruggine più “chiara”, quindi che stacca di più dal resto della ruggine che abbiamo applicato precedentemente, e del pigmento nero Vallejo, sulle griglie di scarico, per simulare i residui di fuliggine della combustione. Per i cingoli credo che la combinazione Track Wash prima e poi Heavy Earth e Thick Soil dopo, tutti prodotti MiG, sia un’efficace trattamento per tutto il treno di rotolamento.

Ho finito? Certo che no! Mi rimane da sistemare il problema di stampa sulla torre versione AM2. Penso che la cosa migliore sia di adottare un “Webbing” sulla canna, ovvero un mimetismo che consiste nell’avvolgere un oggetto, o coprirlo, con una rete, sulla quale poi applicare materiale mimetico. Utilizzerò una comune garza di cotone e la colorerò con due colori piuttosto annacquati in modo che vengano rapidamente assorbiti dal tessuto e non sporchino troppo i bordi della canna del cannone.

Il risultato finale

Ed ecco qui il T55, pronto a essere schierato in tutti i campi di battaglia moderni in 28mm!

Il risultato è eccellente, voi che ne dite?

Alla prossima!

Potrebbero interessarti anche questi

Tutorial: Dipingere cavalli in 28 mm

PAnz3r

Northag in arrivo dalla Plastic Soldier Company

CapitanMattia

Il meglio dei modelli 3D per il wargaming- Settimana 14

CapitanMattia