Sci-Fi

Gaslands – Le macchine

Ovvero: come continuare a giocare con le macchinine che da trent’anni sono abbandonate a casa dei nostri genitori.

Il mito del combattimento fra veicoli a motore è un filone ampiamente coperto sia nella cinematografia (I vari Mad Max, Death Race…) che nei videogiochi (Carmageddon, Interstate 76…) e, ovviamente, nel magico mondo dei pupazzi e del wargame. Qualche tempo fa ho aperto degli scatoloni di miei vecchi giochi e mi sono ritrovato con le classiche macchinine Hot Wheels e degli articolati Majorette. Sane ce ne saranno state una decina, ma abbastanza da farmi venire l’idea di cercare sul Web se esistesse un regolamento per poterle usare. Dopo alcuni minuti sono finito sul sito di Gaslands e, dopo aver constatato il basso impatto che avrebbe potuto avere sul mio portafoglio, e i feedback positivi di chi l’aveva già comprato, ho effettuato l’acquisto del regolamento. Perché scrivo “basso impatto”? Perché una volta sistemate le macchinine impolverate, moddate un po’ e riverniciate, avrei avuto tutto quello necessario per giocare. Sagome per le manovre? CHECK: Ci sono da stampare dal manuale. Dadi di gioco? CHECK: si possono usare i D6. Scenici? CHECK: Va più che bene tutto quello che già usiamo per moderno/WWII.

Dadi Low-Cost. Semplici D6 con incollati le stampe delle manovre

Non mi dilungherò nella recensione del gioco Gaslands in sé, il regolamento è sì solo in inglese ma è molto semplice da comprendere e non si discosta dal classico “scelgo la sagoma della manovra, la piazzo, tiro dei dadi per vedere se non vado a sbattere, muovo la macchinina, tiro altri dadi per colpire il nemico etc etc”. Nulla di originale nella scatola eh! Quello su cui mi dilungherò con piacere, invece, è la soddisfazione di prendere un articolato Majorette/Shell del ’76 e in pochi e semplici passi, trasformarlo in una Blindocisterna, oppure una muscle car marrone e farla diventare “Sugar Daddy” armata con due DShK sul fronte.

Il modello originale

Come eravamo

Partiamo dalla base: la pigrizia. A me piace fare le cose facilmente e velocemente, per poi poterci giocare subito. I dettagli, forse, li metterò dopo. La base della pigrizia è anche la base della Blindocisterna, ovvero la sprayata nera, per poi farci un drybrush argento/metallo in modo da avere l’effetto acciaio.

Fuffa e bitz

Rovistando nei bitz ecco un vasto campionario di armi, corazze, teschi & spuntoni che possono fare al caso mio e una sottile rete metallica, proveniente da chissà dove, che è l’ideale per proteggere il posto di guida dei miei veicoli.

Il risultato

 

Il resto è pura fantasia. Tramite una comunissima cianoacrilica ho incollato i bitz alla cisterna, e assemblato una torretta recuperandola da uno sprue di un Leopard I Plastic Soldier. Le colature sono fatte con lo Streaking Grime della Vallejo, così come l’effetto fango essiccato con un prodotto MIG. Non ci crederete ma, momenti di asciugatura colore a parte, per assemblare la blindocisterna ci ho messo tre ore e, ribadisco, l’ho fatta pure di fretta! Se cercare “War Rig Gaslands” su Google potrete trovare immagini di modifiche ben più estese, e belle, delle mie!

 

Dopo la cisterna, le macchine

Le vetture sono, volendo, ancora più semplici da modificare. Attraverso un cacciavite, o un Dremel, si possono rimuovere i due perni presenti sotto il telaio per separare quest’ultimo dalla carrozzeria ed avere così un più facile accesso all’interno, per poterci montare le reti anti-sfondamento oppure le canne delle armi.

Facendo saltare questo piccolo perno, la carrozzeria si separa dal telaio

Anche qui, le armi, provengono dai resti di assemblaggio delle più svariate scale: 15mm Team Yankee o Flames of War, 28mm Bolt Action o Moderno, Warhammer 40K… tutto fa brodo per trasformare le innocue Hot Wheels in incubi a quattro ruote provenienti dal futuro!

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